Un tempo emblema del lusso, oggi le crociere sono una forma di svago più accessibile e popolare. Cresce il numero di chi le sceglie per le proprie vacanze, crescono le dimensioni delle navi, che sono sempre più inquinanti e nefaste per l’ambiente. Un articolo per la rivista “Lucy. Sulla cultura” che approfondisce l’impatto del turismo crocieristico nel mondo.
Nel 1996 David Foster Wallace pubblicava Una cosa divertente che non farò mai più, celebre e molto citato reportage narrativo in cui lo scrittore tracciava un ritratto satirico degli statunitensi durante una settimana di crociera in mezzo al mare dei Caraibi. Nel giro di trent’anni la crociera, dalla vacanza lussuosa e per pochi descritta da Wallace, è diventata una forma di svago molto più popolare e accessibile. Le compagnie hanno dimezzato le tariffe, una settimana a bordo può costare meno di mille euro e la crociera non è più il “viaggio della vita”, bensì una vacanza da ripetere ogni anno. Secondo l’ultimo report “State of the cruise industry” della Clia, l’associazione internazionale delle compagnie crocieristiche, l’82% dei passeggeri del 2024 tornerà a bordo nel 2025 e il 68% di chi non è mai stato in crociera ha il desiderio di farlo. Ma ora in Europa le amministrazioni locali stanno cercando di ostacolare questa forma di turismo, con l’eccezione dell’Italia che lo sta favorendo.
La crescita del fenomeno negli ultimi decenni è stata impressionante. Nel 1985 sono andate crociera 1,9 milioni di persone, nel 2000 sono stati 7,6 milioni, nel 2015 23,2 milioni e lo scorso anno 34,6 milioni, sempre secondo Clia. Eccetto il biennio del covid, l’aumento è sempre stato costante. Per rispondere a questa domanda crescente, le compagnie crocieristiche fabbricano più navi, sempre più grandi. Nel 2018 erano 251, oggi sono 310 e altre 67 sono in costruzione. L’attuale record di stazza è della “Icon of the Seas” di Royal Caribbean, 250 mila tonnellate per 365 metri di lunghezza, 70 di larghezza e 80 di altezza (per intenderci, quanto un palazzo di venti piani). Trasporta 7600 passeggeri e 2350 membri dell’equipaggio, ha un parco acquatico con 6 scivoli e 7 piscine, una pista di pattinaggio sul ghiaccio, 20 ponti e 40 ristoranti. È stata varata a gennaio 2024 ed entro il prossimo anno entreranno in servizio altre due navi gemelle, la “Star of the Seas” e la “Legend of the Seas”. Tra le più amate dai crocieristi ci sono anche la “Mardi Gras” della compagnia Carnival, che ha le montagne russe a bordo, e la flotta della Disney Cruise Line, che propone animazione e musical col personale travestito da Topolino, Olaf, Spiderman e altri personaggi dei film Marvel e Pixar.
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Per muovere queste imbarcazioni sono necessari tre enormi motori che consumano 5 mila litri all’ora di gas naturale liquefatto, il principale carburante fossile usato dalle compagnie crocieristiche insieme al gasolio. L’International Council on Clean Transportation, ente no-profit di ricerca sulle politiche ambientali ed energetiche, ha calcolato che una nave da crociera inquina in un giorno quanto un milione di automobili.
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