Mille alberi abbattuti per una pista da sci di plastica in Basilicata

In Basilicata si sta costruendo una pista da sci di plastica finanziata con 6 milioni di fondi statali destinati all’inclusione sociale. I lavori in corso stanno abbattendo 951 alberi nel Parco nazionale dell’Appennino lucano per fare posto al telone sintetico lungo 480 metri e ad altre strutture turistiche. Il progetto è stato presentato e autorizzato nel giro di tre mesi dalla Regione.

L’opera riguarda il comprensorio di Sellata-Pierfaone, 20 chilometri a sud di Potenza, che rientra in una Zona speciale di conservazione della rete Natura 2000. Qui alla fine degli anni Sessanta, quando non era ancora stata istituita l’area protetta, fu costruito un impianto sciistico. Oggi a causa del riscaldamento globale la neve naturale è molto rara e quella artificiale si scioglie; perciò si è pensato di aggiungere una pista di plastica presentata come «la più lunga d’Italia» per poter sciare senza neve «365 giorni all’anno».

In risposta alla mancanza di neve, negli ultimi anni altre località montane hanno costruito piste di plastica. Queste infrastrutture replicano in modo artificiale un’esperienza che la natura rende ormai impossibile, ma non possono risolvere il declino dell’industria sciistica che non ha futuro a causa della crisi climatica. Anziché favorire il turismo escursionistico più sostenibile e meno impattante, che ha bisogno solo dell’ambiente naturale, molti comuni continuano a perseguire un’idea di montagna fondata sull’antropizzazione e sul divertimento da luna park.

È avvenuto anche nell’Appennino lucano, dove sono sorte attrazioni come il volo dell’angelo e la slittovia a Castelmezzano, il ponte tibetano a Sasso di Castalda e numerose panchine giganti sparse per il territorio. Questa zona della Basilicata si sta trasformando così in un grande carosello che attrae il turismo più invasivo e non aiuta a contrastare lo spopolamento in corso nelle terre alte.

Impatto

L’articolo sul progetto, pubblicato il 14 agosto sul quotidiano Il Manifesto, ha sollevato la vicenda a livello nazionale. Nei giorni seguenti Francesco Emilio Borrelli, deputato di Alleanza Verdi-Sinistra, ha chiesto «piena trasparenza sull’iter autorizzativo, sulla Valutazione di incidenza ambientale e sull’utilizzo dei fondi». I consiglieri regionali Alessia Araneo e Viviana Verri (Movimento 5 Stelle) hanno annunciato un’interrogazione e il presidente nazionale di Legambiente Stefano Ciafani ha scritto al ministro dell’ambiente Gilberto Pichetto Fratin chiedendo il riesame della Valutazione di incidenza ambientale.

Dopo l’articolo del Manifesto, il progetto della pista da sci sintetica è diventato un caso nazionale ed è stato ripreso da altre testate. Il 1° settembre la procura di Potenza ha disposto il sequestro preventivo dell’area; le indagini sono in corso con l’ipotesi di falso ideologico.

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