L’invenzione della spiaggia all’italiana

Secondo un recente sondaggio Swg, il 69% degli italiani vorrebbe più spiagge libere e il 74% considera gli stabilimenti balneari “un lusso per pochi”. Significa che a 7 cittadini su 10 non piace lo stato in cui versano i litorali sabbiosi italiani e non vogliono pagare per accedervi, essendo questi un bene pubblico occupato per la maggior parte da aziende private che godono di una concessione. Nelle località balneari più frequentate dai turisti, le spiagge libere sono poche e periferiche. Affittare un ombrellone e un lettino a pagamento è spesso l’unica possibilità per trascorrere qualche ora in riva al mare. Nessun altro paese ha un tasso così elevato di privatizzazione del litorale: nel resto del mondo le spiagge libere sono la regola e gli stabilimenti balneari un’eccezione, in Italia è il contrario. La situazione ha origini storiche che risalgono al regime fascista ed è frutto di scelte politiche che hanno portato alla costruzione dell’idea di “spiaggia all’italiana”, influenzando l’immaginario e generando disuguaglianze sociali, economiche e ambientali.

Una articolo per la rivista Lucy che ricostruisce i motivi storici e le scelte politiche che hanno portato alla gestione all’italiana dei litorali sabbiosi, diversa da tutto il resto del mondo.

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