La fantastica pseudologia di Jovanotti sulla spiaggia

Il Jova Beach Party a Barletta (foto da Wikimedia Commons)

Un articolo scritto con Giulia Penta per la rivista Gli Asini, in occasione della seconda edizione del Jova Beach Party e le relative polemiche.


Oltre alla siccità, alla guerra tra Russia e Ucraina e alla caduta del governo Draghi, il dibattito pubblico della calda estate 2022 è monopolizzato anche da un altro tema, quello del Jova Beach Party e dei contrasti tra gli ambientalisti che denunciano la distruzione delle spiagge e i festaioli che rivendicano il diritto a divertirsi. In mezzo alle polemiche, nei panni della vittima e del colpevole, c’è Lorenzo “Jovanotti” Cherubini, forse la popstar più egocentrica e contraddittoria d’Italia, capace a mettere solo il proprio volto nelle copertine di ogni suo album dimostrando qualche problema di vanità, vestito all’apparenza come un fricchettone quando in realtà è tutto griffato dalla direttrice creativa di Dior che gli ha disegnato abiti su misura (o meglio, costumi per recitare appunto la parte del fricchettone), e organizzatore di grandi festival sulla spiaggia con la scusa di voler rendere felici i suoi fan, quando in fondo lo fa evidentemente per appagare se stesso e le sue tasche: mattatore al centro dell’attenzione per tutta la lunga durata dei suoi “beach party”, Jova canta da solo o in duetto con altri cantanti famosi, fa il dj e si gode i bagni di folla e il tintinnio del denaro per le centinaia di migliaia di biglietti venduti ai fan accorsi per partecipare a questo tour senza eguali nella storia. Il problema non è tuttavia questo, bensì sta nel fatto che nel mettere in piedi questi 19 eventi in 10 spiagge italiane, Jovanotti vuole anche elevarsi a grande paladino dell’ambientalismo, essendo abituato al consenso universale del suo “pensiero positivo” in una sorta di pseudologia fantastica che non ammette il contraddittorio, mentre i suoi eventi in riva al mare stanno attirando fiumi di critiche per l’avere portato decine di migliaia di persone in un ecosistema delicato come la spiaggia, che viene calpestata, erosa e distrutta a suon di musica. Creando peraltro un precedente che apre alla futura possibilità, per altre aziende o popstar, di pretendere di organizzare grandi eventi del genere in ambienti pubblici e naturali che sarebbero in realtà da proteggere.

Sommario

  • Menefreghista come Lucignolo
  • Aggressivo come Salvini
  • Paraculo come Eni

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