«Nel 1969 l’architetto francese Guy Rottier elabora il progetto di una “cittadina per vacanze in cartone da bruciare dopo l’uso”. Le abitazioni sono concepite per durare tre mesi, costruite con materiali di recupero e con servizi in comune. L’idea, a metà tra provocazione e utopia, resta ovviamente sulla carta; ma dopo mezzo secolo le città per vacanze continuano a essere usate in via temporanea, seppure senza essere bruciate dopo l’uso».
È l’incipit del mio articolo “Da lineare a limitata. Ripensare la città balneare adriatica”, che ragiona sulla possibilità di ridisegnare le località costiere alla luce delle emergenze ambientali, sociali ed economiche. Il testo completo, in italiano e inglese, si trova sul nuovo numero di Seascape, rivista internazionale di architettura e urbanistica costiera.

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