L’innalzamento del livello del mare, causato dal riscaldamento globale, minaccia molte città costiere d’Europa. La maggior parte delle autorità locali tende a concentrarsi sulla gestione delle emergenze, come gli interventi di recupero dopo le mareggiate, invece di investire in strategie preventive o nello spostamento delle aree a maggiore rischio. Gli investimenti in adattamento, difesa o ricollocamento puntano unicamente a preservare gli insediamenti e le economie ritenuti più importanti, mentre vengono sacrificate le aree più remote con abitanti ed ecosistemi che si ritiene non valga la pena proteggere. Queste decisioni incidono sui prezzi degli immobili, sull’economia locale e sulla percezione pubblica del rischio.
Ne parla questa inchiesta cross-border a puntate su tre città europee molto vulnerabili alle conseguenze dell’innalzamento del livello del mare e protette in modi diversi a seconda delle loro economie: Rimini (Emilia-Romagna), Rotterdam (Olanda), Fairbourne (Galles). L’indagine, sostenuta dal Journalismfund Europe, è stata condotta insieme alla giornalista Zuza Nazaruk e al fotografo Michele Lapini.
I tre casi di studio
I 700 residenti di Fairbourne, un piccolo villaggio del Galles situato in una pianura alluvionale, sono rimasti sconvolti dopo avere saputo dalla stampa che la città avrebbe dovuto essere dismessa o abbandonata entro il 2054. Gli abitanti hanno chiesto all’unanimità di ritirare il progetto e le autorità locali lo hanno smentito nel 2022. Ciononostante la vicenda ha avuto un impatto immediato, tra cui il crollo dei prezzi immobiliari, l’impossibilità di ottenere mutui o assicurazioni per la casa, l’esodo della popolazione più giovane e consapevole. Le autorità locali attualmente rifiutano di discutere la questione con la stampa e sembrano non avere un piano. Nel frattempo vengono spese risorse considerevoli per fornire una protezione temporanea contro le inondazioni.
A Rimini, in Italia, un importante progetto urbanistico inaugurato nel 2020 ha alzato il lungomare di un metro e creato bacini sommersi per la raccolta delle acque piovane. Inoltre la Regione Emilia-Romagna stanzia ingenti fondi per il ripascimento delle spiagge. Le risorse per la difesa della costa vengono impiegate soprattutto per proteggere un’economia privata, quella del turismo balneare in riviera romagnola. Le aree meno redditizie, ma con ecosistemi preziosi e messi a rischio dalle ingressioni marine, vengono trascurate, come accade per esempio lungo la cosa di Comacchio.
Rotterdam, nei Paesi Bassi, è ben protetta dalle inondazioni da oltre 70 anni. Tuttavia, con l’aumento della domanda abitativa, sempre più edifici vengono costruiti al di fuori delle dighe di protezione. Il comune non si assume la responsabilità delle inondazioni in quelle aree e gli abitanti non possono assicurare le loro case. Questo crea problemi per alcuni residenti. Tuttavia, secondo gli esperti, vivere fuori dalle dighe non è meno sicuro che vivere all’interno dell’area difesa. La posizione non incide sui prezzi delle abitazioni: l’analisi dei dati degli ultimi 10 anni mostra che i due quartieri dove i valori immobiliari sono cresciuti di più si trovano entrambi fuori dalle dighe.
Gli articoli
- De zeespiegel stijgt, maar buitendijks bouwen is (voorlopig) veilig (Il livello del mare sta salendo, ma costruire al di fuori delle dighe è (per ora) sicuro)
di Zuza Nazaruk, foto di Remco de Vries, pubblicato su Vers Beton il 5 maggio 2026 - La riviera a due velocità
di Alex Giuzio, foto di Michele Lapini, pubblicato su Il Manifesto il 31 maggio 2026 - Galles, il mare alla porta di casa
di Alex Giuzio, foto di Michele Lapini, pubblicato su Il Manifesto il 13 giugno 2026
La mostra fotografica e le conferenze
Le fotografie di Michele Lapini realizzate per questo progetto sono diventate una mostra fotografica. Le foto sono state esposte al festival Alfabeti Urbani di Ferrara (14-16 maggio 2026) e al Museo della Marineria di Cesenatico nell’ambito della tappa romagnola di Goletta Verde, il tour di Legambiente dedicata alla salute del mare e delle coste (23-24 giugno 2026). Nel corso di entrambi gli eventi sono state organizzate due conferenze pubbliche per parlare dei temi sollevati dall’inchiesta.
Impatto e rassegna stampa
- What’s Worthy Of Protection Against Sea-Level Rise?
la pagina del progetto sul sito del Journalismfund - Il mare che avanza sui lidi: “Cosi decidiamo chi salvare e chi no”
articolo su Estense.com dedicato all’inchiesta (17 maggio 2026) - La costa romagnola alla prova del cambiamento: “Il mare avanza, le spiagge si trasformano…”. E noi?
articolo su La Voce di Cesenatico che cita l’inchiesta (23 giugno 2026) - Spiagge sferzate da eventi estremi: “Cesenatico è quella più colpita”
articolo su Il Resto del Carlino (edizione di Cesena) che cita l’inchiesta (24 giugno 2026) - Investigation Findings Presented at Conference in Cesenatico
articolo del Journalismfund sulla presentazione dell’inchiesta a Cesenatico (6 luglio 2026)


